Nanofat grafting

Giulia Lo Russo Chirurgia Estetica, Medicina Estetica

La soluzione innovativa per la rigenerazione naturale della pelle e la cura delle rughe

Approda a Firenze con un team specialistico tutto al femminile

Chi l’avrebbe mai detto che il tanto disprezzato grasso potesse un giorno diventare il segreto della nostra bellezza?
Grazie ad una nuova procedura mini-invasiva, messa a disposizione da un’azienda americana leader nel settore del prelievo e nel trattamento del tessuto adiposo, oggi è possibile utilizzare il grasso del nostro stesso corpo per contrastare i segni che il tempo, inesorabilmente, lascia sulla nostra pelle.
Tale procedura risulta perciò naturale e sicura, senza rischi di complicanze da rigetto e/o da corpo
estraneo.

Il grasso, dunque, da nemico acerrimo si vede trasformato nella nostra stessa banca antiinvecchiamento,
nell’alleato prezioso per rigenerare la delicata cute del volto quando è segnata dagli anni, dagli effetti nocivi dell’esposizione al sole e dello stress che, anche inconsapevolmente, affrontiamo ogni giorno.

Questa nuova e rivoluzionaria procedura deriva dalla tecnica madre del lipofilling di cui il nanofat grafting è una raffinata evoluzione

Il lipofilling è ormai riconosciuto come un prezioso strumento di cui la Chirurgia Plastica dispone.
Esso prevede il prelievo di tessuto adiposo con cannule di pochi millimetri di diametro e la sua processazione mediante lavaggio o centrifugazione. Quello che si ottiene è un’emulsione di grasso (lipo), che sarà poi infiltrata nelle zone corporee in cui si vuole realizzare un aumento volumetrico ed una espansione della pelle (filling).

Il nanofat grafting riesce invece ad ottenere un’emulsione estremamente più fine pur mantenendo le medesime caratteristiche rigenerative del lipofillig, ma, a differenza di quest’ultimo, essa può essere iniettata negli strati cutanei più superficiali in modo da conferire un aspetto regolare e levigato alla pelle. Non solo volume, dunque, ma anche stiramento e lucentezza per il volto, realizzando il nuovo modello di “rigenerazione” della pelle, con il risultato di un vero ringiovanimento del volto.

L’emulsione si ottiene grazie all’utilizzo di speciali filtri frutto della ricerca dall’azienda Tulip, specializzata in questo campo, che rendono il preparato tanto sottile da attraversare un ago ultrasottile (27 gauge), comunemente utilizzato nelle procedure di medicina estetica al volto. La semplice tecnica del lipofilling, al contrario, risulta essere troppo grossolana e non adatta alla pelle del volto.
L’emulsione ottenuta mediante la tecnica del nanofat grafting, come riportato in uno studio pubblicato recentemente su “Plastic and Reconstructive Surgery Journal”, importante rivista internazionale di chirurgia plastica, è fonte di cellule staminali altamente rigeneranti e di tessuto connettivo adatto al trattamento dei difetti cutanei più superficiali.

Quali sono le potenzialità di questa nuova procedura?

Il nanofat grafting è una tecnica sicura e minimamente invasiva che può essere realizzata ambulatorialmente con il minimo disagio da parte del paziente.
Nella nostra esperienza, grazie a questa procedura, è possibile ottenere il ripristino dei volumi e il
rimodellamento dei contorni del volto oltre che un’eccezionale rigenerazione dei tessuti.
La metodica si è rivelata estremamente efficace nel trattamento di aree di solito difficili e delicate come il solco naso-giugale e la zona che circonda la bocca. Il nanofat grafting è utile anche nel trattamento delle occhiaie grazie al suo effetto schiarente sulla cute pigmentata delle palpebre inferiori.

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